COMUNICATI

Signor Presidente, Governo, colleghi,

sarò brevissimo. Intervengo solo per dire che anche il dibattito che quest'oggi abbiamo svolto in quest'Aula ha confermato la nostra posizione: abbiamo visto come questo provvedimento, presentato dal Governo, serve più a tenere insieme questa strana maggioranza - forse per altri 18 mesi - piuttosto che, invece, a intervenire per ammodernare la Costituzione repubblicana.

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Con il disegno di legge costituzionale n. 1359, il Governo intende avviare un procedimento fuori dall'ordinario per la modifica di gran parte della nostra Costituzione, in barba all'articolo 138 che, della Carta Costituzionale, regola il processo di modifica.

E se è vero che l'articolo 138 può essere modificato, altrettanto vero è che non è possibile accettare eccezioni o deroghe alle procedure stabilite per farlo.

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"Giudico vergognosa e intollerabile la scelta di discutere la modifica di articoli fondamentali della nostra Costituzione - come il 138 - nei ritagli di tempo notturni della Commissione Affari costituzionali.

Sel non comprende la ratio che impedisce uno slittamento a settembre di una discussione che meriterebbe invece una riflessione attenta, oltre al necessario tempo di elaborazione. Ancora più assurda è l'insistenza in direzione contraria da parte del Governo, nella persona del ministro Quagliarello, che configura inoltre una forma di inaccettabile ingerenza nelle competenze di esclusiva competenza parlamentare.

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Onorevole Presidente, onorevoli componenti del Governo e onorevoli colleghi,

la riforma del Titolo V è parte decisiva della riforma costituzionale di cui oggi iniziamo la discussione.

Attraverso la riscrittura del Titolo V passa gran parte del buon funzionamento delle Istituzioni repubblicane e il miglioramento della vita quotidiana dei cittadini italiani. Non vi è dubbio che è necessaria una rimodulazione delle competenze tra i diversi livelli di Governo e, nello specifico, tra Stato e Regioni.

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