COMUNICATI


Venerdì, 04 Aprile 2014 12:36

Il nostro "no" al DdL Delrio. Non siamo contro il cambiamento, siamo contro il cambiamento sbagliato

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Ieri è stata la volta del Disegno di Legge Delrio sulle Città metropolitane, sulle Province, sulle unioni e fusioni di Comuni. Al di là di quel che si è tentato di far credere, questa legge – in mancanza di una legge di revisione costituzionale – non abolisce affatto le Province ma le mimetizza, le trasforma, sottraendole al controllo democratico dei cittadini, senza reali tagli alla spesa pubblica. Per questo il voto mio e quello di Sinistra Ecologia Libertà non poteva che essere contrario.

La verità è che, con questa legge, gli amministratori non verranno più eletti dai cittadini ma nominati nelle segrete stanze dei partiti, attraverso il voto di sindaci e di consiglieri comunali, unici soggetti abilitati a votare e, ancora peggio, unici soggetti abilitati ad essere candidati alla guida del Governo dei nostri territori. Niente più controllo democratico, niente più giudizio dei cittadini a fine mandato. Tutto ciò in un momento di seria crisi della rappresentanza della democrazia.

Sel non è contro il cambiamento. Eravamo e siamo pronti a raccogliere la sfida di riforme vere, di riforme serie sulla governance locale, che riscrivano ruoli e competenze delle istituzioni territoriali, ma non certo nel modo in cui è stato fatto con questa legge.
Il punto non è eliminare tremila poltrone, come asserito in un infelice tweet dal Presidente del Consiglio, ma evitare che si creino tremila luoghi di opacità, non soggetti a controllo democratico, che non produrranno alcun beneficio per i cittadini.

Grazie al nostro lavoro, siamo riusciti a mitigare alcuni aspetti negativi della legge eliminando il doppio stipendio per i subcommissari delle Province, accorpando alle Province le funzioni svolte da Enti intermedi, eliminando così sprechi e costi, inserendo i requisiti di onorabilità e le incompatibilità per i commissari, ponendo fine – almeno così ci auguriamo – alla vergogna dei commissari politici, che negli ultimi anni le forze politiche maggiori presenti nella passata legislatura si sono spartiti.

Infine, considero molto importante l'aumento dei consiglieri dei piccoli comuni a invarianza della spesa, che la falcidie messa in atto con una cieca spending rewiev aveva trasformato in Consigli di Amministrazione incapaci di rappresentare la fotografia democratica delle comunità locali. Tutto ciò non poteva, comunque, cambiare il giudizio complessivamente negativo sulla legge.

 

Ultima modifica il Venerdì, 04 Aprile 2014 12:47

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